La nascita di un Pappagallo dal nome Kenitch


08 Aug


«...tutto nasce nell'estate del 1989 quando a quasi 3 anni ascoltai per la prima volta Nice (NIETZSCHE) che dice la 2°track di un disco che ha rivoluzionato la mia vita: Oro Incenso e Birra di Zucchero (Sugar) Fornaciari...»

Salve mi chiamo Filippo Paolasini, sono marchigiano e faccio l'attore di teatro, anzi di più, ho lavorato come Direttore artistico di ben due teatri: Teatro Alfieri di Montemarciano e il Teatro Apollo di Mondavio, non solo, assieme a Paola Ricci ho creato una compagnia di Teatro: gli Asini Bardasci, che nel 2017 ha raggiunto un'importante riconoscimento: Menzione al Premio Scenario Infanzia (il massimo riconoscimento per il Teatro Infanzia) con lo spettacolo: Fratellino e Fratellina, una rielaborazione in chiave urbana della fiaba di Hansel e Gretel. Tutto apparentemente perfetto, il lavoro sempre sognato, un progetto importante, riconoscimento, la crescita...e poi un giorno brutto o bello che sia, tutto di colpo diventa un'incubo. Le tenebre sono iniziate all'incirca un anno fa quando di colpo, una crisi sentimentale ha spezzato le catene di un sodalizio, un legame fatto di fatiche, rinunce, amore e conseguente dolore. Ogni crisi che si rispetti porta a tanta consapevolezza, ed è iniziato un lungo viaggio, il mio primo "vero" viaggio, introspettivo, nel quale mi sono interrogato spesso sul senso di tutto ciò; che senso ha raggiungere le stelle se devi perdere sempre, per forza, la terra sotto i piedi?? In molti conoscendomi, mi dicevano: "Vedrai chiusa una porta, si aprirà un portone..." e infatti è arrivato il CoVid-19 e relativo Lockdown..."che la tempesta abbia inizio"! Ma di questo parlerò nell'articolo,"Kenitch in gabbia, storia di un Lockdown". L'occasione di rimanere un po' da solo, in "prigionia", sembrava una situazione paradossale, quanto ghiotta per provare a ricominciare tutto da capo. Ma da dove? In che modo? per chi? Piccolo riassunto, per i non addetti ai lavori: tutti i Teatri chiusi, incertezza sull'eventuale riapertura, incumunicabilità con le Istituzioni, un reparto artistico confuso e mal tutelato, i problemi personali, la paura di perdere tutto!!! Questi ingredienti mi avevano fatto perdere il senso, mi sono ritrovato solo, triste e poco propenso a ogni forma di ripartenza...poi...un po' di Zucchero.

Si, mi sentivo solo ma ero a pochi passi da casa di mia mamma assieme a mia sorella, per puro caso ho fatto il lockdown nel B&B di famiglia. Erano anni che non passavo così tanto tempo assieme a loro, dopo la morte di mio padre (capitolo che racconterò in un'altro articolo: L'eredità di mio padre) mi sono preso un bel periodo distante da casa. Questo doversi rivedere per forza, iniziare a ri-frequentarci, sembrava lo stimolo a ri-attraversare i luoghi della memoria. Io che scherzo e litigo con mia sorella Eleonora, mia madre che cucina per me e mi chiama: "Kenitch è pronto!!! vieni a tavola, Kenitch!!!" Kenitch, che soprannome è!?

Ho sempre minimizzato su questo nick-name, un nomignolo nato tantissimi anni fa. Tutto nasce nell'estate del 1989 quando a quasi 3 anni ascoltai per la prima volta: Nice (NIETZSCHE) che dice la 2°track di un disco che ha rivoluzionato la mia vita: Oro Incenso e Birra di Zucchero (Sugar) Fornaciari. Zucchero era il cantante preferito di mio padre e a casa si ascoltava solo lui e anche Paolo Conte, di conseguenza per farmi stare fermo mi mettevano seduto sul divano e a loop andava il disco, rigorosamente in Vinile. Pare che durante la 2°traccia del disco: "Nice (NIETZSCHE) che dice" mi animassi particolarmente, e mia madre la quale non aveva la più pallida idea di chi fosse Friedrich Nietzsche e ne tanto meno di che cosa dicesse, iniziò un po' per musicalità, un po' per gioco a chiamarmi così: Kenitchhhh, Kenitchhhh!!! fai il bravo!!! Questa storia è andata avanti per anni e ancora oggi quando siete a casa da mia madre, la sentirete chiamarmi così, è il suo modo amorevole di riconoscere una parte di me rimasta infantile nella sua memoria, per anni ho detestato questa cosa, ora la trovo dolcissima

Perché ho scelto il Pappagallo come entità fisica per Kenitch? perché il Pappagallo è più di tutti l'animale capace di copiare le sonorità della lingua di chi gli è attorno, a volte senza neanche capirne il significato, un po' come il suo nome del resto assolutamente senza significato. Inoltre i Pappagalli sono gli animali più usati nella letteratura dei romanzi d'avventura, ogni lupo di mare, un po' come sono io, ha il suo Pappagallo sulla spalla. Ed ecco nato il personaggio, la sfida con il filosofo tedesco è altissima, ma con un po' di coraggio e volontà si può ottenere qualsiasi cosa. alla fine basta guardare avanti e come dice l'amico Friedrich: «Io non sono un uomo, sono dinamite.» 


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