Giorno 2: i primi km con furgone, tortelli, biciclette, memorie e rincontri


03 Sep

Gli amici di Faenza mi hanno raccontato che mio padre era un istrione e secondo loro, fu proprio lì che iniziò a confrontarsi con la sua voglia di cantare e recitare

La partenza è stata lenta perché la festa della sera prima era andata davvero bene, un party lungo, così lungo da alzarsi con la testa un po' confusa e poche cose pronte da caricare sul westfalia. Così forzando un po' le mie energie vitali, pari a zero, assieme a mia mamma e mia sorella abbiamo "farcito" ben bene il furgone e siamo partiti alla volta di Faenza, che poi è diventata Brisighella e poi un paesino ancora più piccolo: Rontana, poco distante dal borgo più bello d'Italia, gli amici di Mondavio non me ne abbiano. Siamo arrivati con un oretta di ritardo, ci aspettavano Liviana e Luciano "Rambo" Rambelli, gli storici amici di papà, quelli con cui andava in bici, che noi chiamavamo "i faentini" e loro a noi "i marchigiani", erano più di 25 anni che mancava questo incontro, e diciamo che non è stato proprio semplice, la voglia di abbracciarsi di dedicarsi un sano momento d'italianità traspariva da dietro le mascherine. Rambo e Liviana sono solo una parte della grande carovana dei faentini, mancava all'appello il grande Teresio, i simpaticissimi Maria Rosa e Gabriele e poi il Ricci, Giuach, Facchini e il mitico Bombardini, tutti distanti, un po' sfilacciati in questi ultimi anni, persi dopo la fine del grande mito del gruppo ciclistico del "dopo lavoro ferroviario". A dir la verità il nostro arrivo un po' improvvisato ha reso impossibile un raduno più grande, visto che sia Maria Rosa con Gabriele che Teresio erano già fuori per vacanza. Ad ogni modo tutto è stato emozionante lo stesso. Il pranzo a base di tortelli fatti in casa, e poi un ottimo secondo con contorni buon vino e il gelato a sfumare, hanno dato il "La" a una bellissima chiacchierata a base di ricordi e aneddoti. La cosa davvero bella è stata ascoltare di questi loro tour in bici, e pensare che neanche due mesi fa, mi sono ritrovato a vivere le stesse avventure e disavventure. sicuramente il momento più bello è stato quando facendo vedere a Luciano l'impresa del Mortirolo, in dialetto mi fa: "Azz va so' come tuo padre in bici!!!". Gli amici di Faenza mi hanno raccontato che mio padre era un istrione e secondo loro, fu proprio lì che inizio a confrontarsi con la sua voglia di cantare e recitare, io sono certo che l'avesse sempre fatto, ma effettivamente in quegli anni non aveva un gruppo musicale e la sua storica compagnia di teatro dialettale: "La Sciabica" non era ancora nata. Mi è sembrato davvero romantico pensare che grazie a questa amicizia, grazie ai tour in bici, grazie all'incontro con una realtà diversa da quella del paesino, papà abbia iniziato a divertirsi con il suo modo di fare arte. "Ma... Luciano, cosa faceva papà durante questi momenti??" ho chiesto a "Rambo" e lui diventando subito epico nel modo di esporsi, mi ha risposto: "a grande richiesta cantava tutte le sere My Way e Strangers in the night, in un inglese tutto suo e poi partivano le scenette" la cosa si faceva ancora più curiusa, ho provato con tutto me stesso a immaginare cosa potesse fare... " girava per i tavoli e improvvisava, faceva finta di parlare in marchigiano: co fai!!? co dici!!?", che invidia ho pensato, io ho una paura pazza di cercare tutti i giorni di incontrare qualcuno e far teatro e lui che l'ha fatto sempre per passione e mai di mestiere, riusciva con un semplice (per modo di dire) "grammelot" a conquistare tutti.

Le chiacchiere sono scivolate via così tra foto e ricordi, Liviana è una splendida donna intelligentissima, umile e grande amante del teatro, grande frequentatrice del Teatro Masini di Faenza assieme a Maria Rosa e con un sogno nel cassetto di diventare attrice, distrutto da una "cattiva" insegnante in giovane età. Luciano "Rambo" è una persona meravigliosa, energico, simpatico, me lo ricordavo così e così è rimasto, nel salutarci con un'abbraccio stavolta sentito e voluto, ho pensato che il passare degli anni rovinano solo i tessuti epidermici della pelle. lo spirito delle persone belle, fortunatamente ancora oggi, rimane inviolato.

Abbiamo ripreso il furgone e ci siamo diretti a Granarolo (vicino a Bologna), dico diretti perché per queste prime tappe ho mia sorella al mio fianco e mi rende molto orgoglioso questa cosa, lei sta supportando e superando questi primi giorni critici di ambientazione per me, io mantengo una tabella di marcia bella rigida e scandita e lei si sta applicando tantissimo a mettersi a mia disposizione, Granarolo next stop Granarolo, li mi aspettava, udite udite, la mia ex padrona di casa di Bologna, ed è stato un'altro incontro veramente interessante, anche perché lei vedendo il progetto su Facebook si è interessata, mi ha scritto e grazie a questo suo entusiasmo ci siamo incontrati. In linea con le opportunità che sto dando a tutti di condividere un pezzo di viaggio con me. Laura Cricca è una bella ragazza che mi ha raccontato le ultime vicende che l'hanno vista protagonista di una separazione, di una nuova relazione e di una probabile ricongiunzione, per cui mi auguro che la sua vita sia sempre più rosea e piena di belle soddisfazioni, quando gli ho chiesto qual'è il tuo personaggio che più ti rappresenta, lei mi ha risposto: "PAPERINO!!! Perché è sfigato... però simpatico" e non solo direi, è anche dolcemente distratto e un po' confusionario, difatti il motivo che ha spinto Laura a rivederci oltre il sapere come andavano le cose, è stato che avrebbe voluto regalarmi un libro di un comico inglese : "per apprendere velocemente l'inglese", me l'ha dato, abbiamo fatto le foto, intervista ecc ecc e poi quando è stato il tempo dei saluti ci siamo detti arrivederci, solo che mentre stavamo viaggiando verso Casalmaggiore vicino Parma, dove abbiamo dormito Laura mi scrive e mi dice che distrattamente, un po' come il suo Paperino, si era rimessa in borsa il libro!!!

Quando nella vita non sai come rimediare ai tuoi modi o ai tuoi errori, non romperti la testa, l'importante è imparare è conoscersi

Il vantaggio della cattiva memoria è che si godono più volte le stesse buone cose per la prima volta. F.Nietzsche

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