C'era una casetta piccolina in Svizzerà!!!


11 Sep

Le prime prove di Marco sui tacchi

Arrivo a Zurigo in ritardissimo rispetto alle previsioni, so che mi aspettano, mi faccio desiderare peggio di una sgualdrina da 4 soldi, no, in realtà ho un gran sonno. Prima lo spettacolo, poi un digiuno di sonno e pinte di birra fino alle 6 di mattina...non ci sono così tanto abituato, ma se il viaggio me lo chiede, sono pronto a tutto!

Pian piano decido di mettermi in pista, non ho nessuna intenzione di forzare la mano, se sono stanco mi fermo. Il problema della Svizzera è l'impossibilità di poter utilizzare il telefono cellulare, sono fuori dall'Unione europea, quindi viaggio alla cieca, senza navigatore, senza dispositivi in grado di poter comunicare con qualcuno la mia posizione. E' una cosa che in parte mi rende felice, ho voglia di far perdere un po' le tracce.

La sera precedente ho avuto problemi con la batteria della macchina. Devo ammetterlo, sono partito un po' così, senza una reale preparazione. Non so perché ma credo che in fondo, dopo aver sempre rotto le scatole a tutti sul non essere pronti a far le cose, mi metto difronte alla mia verità, e realmente scopro di essere io il primo a non avere mai un'idea su come pianificare le cose. Un po' mi piace, credo che crei l'avventura, un po' è la paura di fare cose troppo grosse che mi blocca e mi fa posticipare il tempo di progettare bene tutto, stavolta se faccio cazzate non me la posso prendere con nessuno.

Tra una pausa e un'altra, arrivo mezz'ora prima dell'inizio dello show a casa di Marco, super ritardo. Loro mi abbracciano ed è subito come se ci fossimo visti il giorno prima. Maro e Elise sono i due fautori di un cambiamento del mio pensiero. Con loro scherzo e gli dico che sono due integralisti dell'alimentazione e del fitness e del pensiero positivo, in realtà quella casa, la loro relazione produce un'energia che mi riempe sempre di felicità e soprattutto loro amano vedermi felice e mi fanno sempre sentire importante e io do il meglio di me. Non ci posso fare niente quando qualcuno mi rende protagonista io divento un pavone e tutto può succedere. Marco è un ingegnere molto quadrato ma curioso, Elise sua moglie è una life coach ed è totalmente l'opposto, hanno trovato un equilibrio che gli permette di condividere molte cose assieme, il tango, lo sport, gli amici, la casa e poi se volete potete conoscerli perché hanno creato un business per le persone. Marco ha creato il Co-fit una ginnastica per la mente e il corpo aperta a tutti. Elise aiuta le persone a comprendere meglio le loro relazioni di coppia con sedute di ascolto e consigli sul motodo per uscire dai propri schemi mentali.

Mi chiedono cosa possono fare per la serata gli rispondo che non ho niente di preparato, e quando suona il campanello per far arrivare i primi ospiti sono in mutande prima di entrare in doccia. Dico a Marco che si deve occupare tutto lui fino a che "La Star" (cioè io) non rientra in pista, lui come al solito esegue ma con poca convinzione, Elise invece sembra sempre pronta a tutto, lei nel caos da il meglio è la mia Stinky preferita!!! (nomignolo con cui la chiamo). Arriva Stefanino con la sua amica Claudia che è spagnola. Stefano l'ho conosciuto a Chur, la prima volta che sono venuto a Zurigo, grazie a Oksana,. Stephan è Bulgaro ma ha vissuto a Parigi e ora lavora vicino Zurigo è un tipo veramente aperto e interessante, con la sua amica spagnola sono 12 anni che non si vedono e ha deciso di portarla alla nostra festa. Poi arriva Simone italiano anche lui che vive a Zurigo, lui fa parte del Co-fit, è uno degli ultimi arrivati mezzo Gallipolino mezzo Avellinese, è felice di essere lì con noi, ma non ha mai avuto a che fare con un esperienza del genere. Mentre spiego le regole del gioco della serata teatrale, di che cosa voglia dire per me perdere il personaggio che viviamo quotidianamente e entrare in un'altro, Marco, fa di tutto per mettersi in mostra, è un cucciolo, ma decido di lasciarlo libero di fare quello che vuole è il suo modo di entrare nel gioco.

Ognuno ha in mente un personaggio della fantasia, cerco di spiegare quanto sia importante provare a spingere un'idea verso la sua realizzazione: "il pubblico che guarda ha bisogno di sentire che dietro questo personaggio c'è una storia. Non si può far credere alle persone di essere qualcuno se non si ha un nome, un età, una provenienza e soprattutto un indole che lo porta a parlare così con gli altri." Una volta detta questa grande verità, è già ora di praticare i nostri esercizi. In Svizzera non si può far tardi e abbiamo poco tempo per attivamente mettere in piedi le nostre idee.  E' arrivata anche Oksana, ma è ora della diretta e voglio che il pubblico che segue da casa questo mio percorso in mezzo all'Europa veda questa Kenitch night in Zurigo.

Siamo in onda, spiego brevemente cosa sta succedendo e giro la camera verso Oksana è già in battuta ha messo un costume addosso e si presenta davanti a tutti sotto un'altro nome Nijana che poi diventerà RoCksi, un'attrice che ama farsi vedere e vuole mostrare tutte le sue abilità di donna affascinante. Poi c'è Robert (alias Stephan) che è un vecchio brontolone che rompe le scatole a tutti solo perché respirano, Elise è una ragazza che sognava di cantare ha pregato Dio per avere una voce musicale e Dio l'ha punita dandogli solo la possibilità di cantare senza mai poter più smettere e poi c'è Marco che è il più entusiasta di tutti che prima aiutato da Elise ha giocato a essere un pupazzetto di Neve con una carota in bocca che quando non fa ridere la gente, si scioglie e muore. Poi ha capito che per essere amato doveva vestirsi da donna con un giacchino a mezzo busto un costume striminzito, occhiali da sole, ma soprattutto i miei tacchi a spillo.

Ho dato a Simone la responsabilità di costruire il tema dell'improvvisazione: un Meccanico (Simone) che è circondato da donne o presunte tali, deve provare a mandare avanti il suo lavoro in officina ma è continuamente interrotto, sembra sia muto, fino a che nel caos generale prende parola e manda tutti a quel paese e inizia lui a divertirsi nell'incredulità di tutti.

La breve performance del Meccanico Simone

Finisce la serata e sono distrutto, non ho più forze, ho cercato in tutti i modi di parlare in un inglese a tratti spagnoleggiante, vagamente francese, molto italiano e poco anglosassone, ma ho notato che quando parlo si ferma il mondo, gesticolo, le persone vogliono capire dove voglio arrivare. La mia più grande paura è di non trasmettere il senso profondo delle cose che voglio dire, non saper arricchire una frase di aggettivi o metafore mi sembra di morire, ma voglio andare in fondo a questa cosa, alla fine credo che tutto questo mi aiuterà. Saluto tutti e ricevo tanti attestati di stima, hanno passato tutti 4 ore, volando con la fantasia, dimenticando il presente, capendo cose che riguardano il loro passato, la paura di esibirsi, e hanno buoni propositi per il futuro, questa è drammaturgia, un personaggio si costruisce con le cicatrici della propria esperienza vive il momento presente (ovvero l'atto performativo davanti al pubblico) e lascia un seme di curiosità o lo sviluppo della sua vita che verrà rielaborato nella testa di chi assistito alla serata.


Il giorno dopo ho voglia di fare le cose con calma anche se alle 7.20 c'è il Co-fit l'allenamento quotidiano che da oramai sette mesi facciamo assieme a Marco. Ritrovo due dei componenti della sera prima e ripenso a quanto sono stato fortunato nel passare delle ore belle come quelle di ieri sera. Facciamo una bella colazione, mi metto subito a scrivere un'articolo nuovo e passo la giornata così cercando di pianificare per arrivare fino in Norvegia. Fino adesso non ho fatto un granché, sapevo che sarei dovuto arrivare fino a Zurigo, il resto fantasia. Ma riesco a ricevere buoni contatti so che più o meno fino al 20 settembre sarò tra Germania, Belgio e Olanda e poi si inizia la scalata verso i paesi scandinavi.


Si sono fatte le 18 e propongo ai due coniugi di fare un'ultima pazzia prima di andarmene, ovvero scendere in città e provare a suonare a recitare, ballare, fare qualcosa per onorare questi due giorni assieme. Loro non aspettano altro, ed è così che siamo lungo il fiume, è notte, ci sono molti ragazzi e mentre accendo la diretta delle 20.30 mi getto come un pesce su un gruppo di ragazzi, suono una canzone per una ragazza, il pezzo della Macina che più conquista tutti: "Bella sei nata femmena" e poi di li inizio a suonare un po' a random, fino a che incontriamo: Peer, un ragazzo norvegese, è incredibile la prima persona che non conosco che si ferma ad ascoltarmi suonare in assoluto da quando sono partito è norvegese, questa cosa mi emoziona molto. Lo seguiamo dai suoi amici, ci introducono ad altri discorsi, c'è Lucas che fa l'architetto, un'altro con un nome impronunciabile che fuma erba. Rimaniamo così un po' con loro, e poi decidiamo di andare a casa. Quando torniamo ci fermiamo a suonare per le finestre della via dove abbiamo parcheggiato, sono tutti un po' disorientati da questa iniziativa, ma noi siamo su altri livelli, siamo felici. Arriviamo al furgone, e il furgone non parte (non era partito neanche quando ci eravamo mossi per il fiume, infatti era venuto in aiuto il vicino di casa di Marco: Luigi)


Lo chiamiamo è un tipo stranissimo, super fitness ma super rigido stile svizzero, lo facciamo letteralmente impazzire, era già nel letto, si veste per noi, porta il carica batterie, ci fa partire il mezzo e se non bastasse, ci divertiamo a inseguirlo durante il ritorno a casa. Inseguimento tra macchine a Zurigo lui con una super car io con il Volkswagen!!! Quando esce dalla macchina è sconvolto, anche noi del resto, questa performance lungo il fiume ci ha dato tante belle energie.

Decidiamo di salire in casa e farci una pasta, Marco che è super salutista, accetta solo a condizione che usiamo quella di grano saraceno (che fa quasi schifo) facciamo la pasta e io tiro fuori un piccolo regalo che i ragazzi mi hanno dato per averli fatti divertire, è uno spinello, e propongo ai ragazzi di fumarcelo assieme, Elise è super contenta e non mi fa neanche finire la domanda, Marco va fuori di testa, vorrebbe ma non può, ha mille paranoie a riguardo. Così decido che devo fargli un discorso, che riassunto in poche parole è: "Marco tu vuoi fare la differenza per te e per gli altri, giusto?" Risposta "si" e io continuo: "Se non provi mai a sentirti come si sentono gli altri, comprese le persone che a volte si perdono dentro queste sostanze come puoi aiutarli?? Quali parole userai per convincerli sul tuo modo di vivere se non sai che cosa voglia dire farsi uno spinello??".

Marco crede in me e accetta la sfida, gli faccio fare due tiri di numero, super controllati, non voglio che si senta male e poi ho scommesso con lui, che se vomita per colpa mia, gli dovrò 1000 franchi svizzeri. Non succede niente, è in super controllo a parte il lamentarsi del sapore che ha in bocca e va a sputare ogni due secondi in bagno, ho pensato che forse questo è il suo modo di essere sballato. Elise invece è in paradiso sente energie positive ovunque e decide di fare un rito di distacco per quel bambino perso proprio quando la volta scorsa ero venuto a trovarli per la prima volta. E' qualcosa di molto particolare, perché lei crede tantissimo in questa cosa io sento che le energie mi mancano e entro in uno stato di catarsi e stanchezza che non ha fine, poi il resto è confuso, loro vanno a letto io rimango a dormire sul tappeto in sala e domani è un'altro giorno si vedrà.

Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l'uomo possa elevarsi. F.Nietzsche

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