22° giorno: Amburgo anzi no, ST. PAULI (un quartiere che vale una città)


08 Oct

Quando arrivo ad Amburgo è mattina inoltrata, fortunatamente la sosta alle Terme di Brema mi ha decisamente rigenerato. Ora sono in perfette condizioni, pronto a una bella scoperta della città al Nord della Germania. La prima impressione è spiazzante, la città è grandissima, vette appuntite, le guglie delle chiese, dominano sopra i grattacieli di Amburgo, mi sembra così tutto talmente grande che quasi mi perdo dentro il Volkswagen, pensa cosa succederà quando uscirò. Trovo immediatamente parcheggio, ma ho la sensazione che stavolta non posso fare il "genovese" e non pagare, anche perché c'è il parcometro vicino e i prezzi sono pazzeschi tre euro per un ora, praticamente per stare mezza giornata rischio di dover pagare quasi trenta euro, decido di trovare un parcheggio meno centrale, ma il traffico, la sensazione di uscire troppo mi fa perdere l'orientamento. Vedo uno stadio, non posso andare oltre o rischio di arrivare in periferia, rimpiango di non avere la bici per potermi muovere con più velocità, anche qui parcheggio un po' selvaggiamente ma mi sento più tranquillo, mi è andata sempre bene, andrà bene fino alla fine. Sono giorni che sento di non riuscire a entrare in contatto con i local e soprattutto fare un gesto spettacolare per mettermi in gioco e portarmi a casa anche fosse una piccola testimonianza di un'incontro artistico, così d'impulso imbraccio la custodia la chitarra e decido che ad Amburgo suonerò in piazza costi quel che costi.

Il mio sosia è la mascotte del St.Paoli

Lo stadio è bello grande e la sua posizione (all'interno della city) mi ricorda il mio amato Franchi di Firenze (sempre Forza Viola). Mi accorgo di essere vestito similmente alla mascotte di questa squadra di calcio, il St.Pauli, non conosco niente del club, ma ad ogni modo, non sono interessato al calcio in questo mio viaggio. Mi dirigo verso il centro, entro in una via e sono subito incuriosito dalla street-art presente: "stencil a muro" con icone come Madonna o Trump "tappezzano" le vie di questo quartiere. Una piazzetta, un negozio di dischi usati, non me lo posso far sfuggire. Un uomo di colore, mentre si sta preparando una pipetta di tabacco mi dice che il negozio è chiuso, il ragazzo di sera si diverte e di solito apre alle 12. Mi fa capire che qui sono tutti molto tranquilli e nessuno ha voglia di stressarsi, tanto meno se vendi vecchi vinili punk. Mi siedo e mi presento, lo fa anche lui si chiama AaKàlè è Hawaiano, reduce dalla guerra in Afghanistan, rigettato dagli Stati Uniti d'America perché disobbediente. Vive ad Amburgo da vent'anni circa e non vede la sua cara mamma da più otto anni, da quando provò tornare in maniera abusiva nel suo paese d'origine e l'FBI scoprendo che era tornato gli dettero la caccia. Scappò nella notte su una barca, salutando per l'ultima volta la sua mamma i suoi fratelli, la sua famiglia, l'amata isola. Wow "io sono l'ultimo degli stronzi" ho pensato, intanto il baby punk è arrivato e ha aperto il suo negozio. Entro ed è davvero un fottutissimo negozio di vinili usati punk, tutto sudicio e scrostato, ma il ragazzo ne capisce, ha una vasta selezione con prezzi vertiginosi. Faccio finta di essere interessato a un disco dei Sex Pistols (il tipo ha già capito che non comprerò niente) in compenso gli chiedo se secondo lui posso suonare liberamente senza nessun problema in una piazza centrale di Amburgo. Mi dice che potrei però ogni mezz'ora mi dovrei spostare. Ok lo farò, mi faccio consigliare una piazza buona ed esco. Saluto l'amico hawaiano e lui mi fa "Aloha", caspita lui se lo può davvero permettere: "Aloha men". 

Mr. Angelo the Captain of St.Pauli

Mi rimetto in strada e chiaramente dopo cinque minuti ho già fallito tutte le indicazioni, poco male vedo un'altro signore molto strano che sta seduto da una parte, sono i miei preferiti, appena mi vede mi fa il cenno della chitarra da suonare. Capisco che forse ho trovato la persona giusta, sfodero lo strumento e faccio le mie solite quattro canzonacce, mai scelta fu più azzeccata. Avevo incontrato Mr. Captain (all'anagrafe Angelo) ovvero il personaggio pittoresco più famoso di tutta St.Pauli: il quartiere popolare di Amburgo. E' di origine greca ma vive come l'amico Hawaiano da tantissimi anni qui in Germania, è vestito come il Capitano Findus, si sta fumando una sigaretta che di sigaretta forse ha solo qualche residuo di tabacco ma soprattutto è impregnato di storia vissuta, lo si vede dagli occhi, da come guarda e comunica, parla un inglese come il mio, ovvero quello integrato con la gestualità, gliene suono un'altra e lui a quel punto si alza di scatto prende la sua bicicletta "sgangherata" e mi fa segno di seguirlo. Nel frattempo io gli avevo già raccontato della natura del mio viaggio del fatto che volevo assolutamente comunicare questa mia volontà di scoprire la cultura dei luoghi che visitavo e che stavo cercando ispirazione per il mio spettacolo da scrivere.

Il locale dove Angelo è stato brandizzatoLui di contro mi fa capire che è anche lui un musicista, suona il bouzouki, lo strumento a corde simil mandolino greco e suona in strada, nei locali e visto il suo outfit molto eccentrico, si mette al porto e fa il "ragazzo immagine" per chi vuole scattare una foto ricordo, chiaramente facendosi pagare. Stare con quest'uomo è un po' come camminare con il Brucaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie, conosce tutti, ci fermiamo a un locale e ordina due birre e mi dice che qui gli danno da mangiare gratis e da bere soprattutto perché la sua immagine è il brand del locale. C'è un "murales" dentro proprio con un suo primo piano. Mentre sto per bere la mia birra, vedo una pattuglia di poliziotti fare la multa a una macchina parcheggiata un po' selvaggiamente. Cazzo, devo spostare la macchina, lascio lì il Captain e con le infradito inizio a correre verso il parcheggio, è una lotta contro il tempo, sento che stavolta la contravvenzione me l'hanno fatta. Corro a perdi fiato e quando arrivo... niente non c'era niente, altra fish giocata, devo spostare il mezzo ed è meglio farlo subito, non voglio perdermi "il gancio" del Captain di St.Pauli. Trovo il parcheggio comodissimo dello Stadio a pagamento, stavolta prezzi popolari, quando arrivi in un luogo basta perderci un po' di tempo, puoi trovare tutto a misura d'uomo e non di turista. Ritorno al bar e chiaramente il Capitano la sua pinta se l'è già bella che scolata e quasi che se ne vuole fare un'altra. Capisco l'andazzo e gliene verso metà della mia e beviamo avidamente io per lo spavento e il caldo, lui perché gli piace!

gli Stencil a muro del quartiere più cool della Germania del Nord

Così riprendiamo il cammino e mi fa visitare il "ghetto" di St.Pauli è davvero qualcosa di pazzesco, un profumo un luogo i suoi colori, sono stordito da tanta bellezza e intanto il mio "Angelo Custode" mi parla di come riuscire a far soldi in strada , mi ha preso sotto la sua ala protettrice, mi dice che non devo aver paura che a fine pezzo devo porgere sempre il cappello per le offerte. Arriviamo ad un caffè e ci sono alcuni tavoli con molti giovani e solo due anziani, penso: "ma qui chi mi ascolta? sicuramente solo i due signori...". Il Capitano come fiero Maestro si mette un po' in disparte e mi fa cenno di partire e io inizio con Vieni con me sul Mar e poi l'Anatra e infine Angelo che me l'hai ferido il core. E' un successo, tutti i tavoli tranne i due anziani che non hanno mai dato segno di interesse, sono totalmente eccitati, a questo punto sono in imbarazzo totale e vedo che qualcuno mette mano al portafogli. Il saggio Maestro, vedendomi esitare mi fa cenno di abbassare il cappello e di girare attorno ai tavoli, lo seguo come degno allievo e in un attimo vedo tante monetine nel fodero del cappello, è un emozione inspiegabile, posso ritenermi davvero soddisfatto e anche il Capitano è fiero di me, ringrazio tutti, ho già una "sacocciata" di spiccioli pesanti. Mi porta ancora in altri due posti dove ho alterne fortune, poi a un tratto mi dice che c'è un sarto romano che vive qua, vuole farmelo conoscere e mi abbandona li dandomi il suo numero, perché deve sistemare due cose dice con la sua fidanzata che lo attende a casa, mi promette che più tardi andiamo in tutti i ristoranti del quartiere.

poco prima che il Capitano mi congedasse

Lascia un vuoto pazzesco la sua partenza e rimaniamo io e il simpaticissimo Stefano nel suo bellissimo negozio di vestiti: bravesandcompany. Il sarto romano rompe il ghiaccio con un secco: "bel tipo vero?" io annuisco, "pensare che adesso sta a posto ma prima dice che faceva un sacco de macelli, puttane, bordelli, droga, alcool risse adesso s'è dato una ripulita" sempre dalla voce del sarto. Mi faccio raccontare anche la sua storia nel frattempo entra un ragazzo argentino con una Colnago, una bici in carbonio, bellissima e mi salta subito in testa l'avventura di Zurigo-Marzocca con la mia "Carbitubo" sempre firmata Ernesto Colnago. "Questo quartiere è un via vai di persone, la dietro ci abita il proprietario della Lidl (la catena di supermercati), qua stanno ricchi forte, te devi trasferì fraté e fai i sordi così, ma il tempo è una merda, te viene 'a depressione" e mi racconta che da Roma, dove aveva una bottega in Campo dei Fiori, per le troppe tasse si è spostato a vivere a Salonicco in Grecia e poi da lì ha trovato un gancio per trasferirsi con la sua compagna in Germania, prima in un paese perso nel nulla e poi ad Amburgo dove con un po' di impegno e qualche soldo messo da parte finalmente ha aperto la sua botteghina e vi assicuro che è un posto magico.

Stefano e la sua barba lunga

Mi da persino una mano su come andare in Svezia: "Fratè ma che cazzo passi pe' la Danimarca, te costa un'occhio della testa, ma pigliate el traghetto verso Malmo così te rilassi, scrivi leggi e in otto ore sei arrivato, fidate fraté". Mi faccio dare ancora due dritte su cosa fare alla sera, mi sento bello energico, passo a salutare i proprietari di una pizzeria dove lavorano dei baresi di Carassi (il quartiere dove ho abitato anche io per un anno) e mi consigliano di passare per un'altro ristorante gestito da marchigiani: Il Piceno, non me lo faccio dire due volte, mi dicono anche di passare per una via molto interessante, purtroppo mi dicono che ora è tutto chiuso, per colpa del Lockdown (in Germania hanno chiuso i bar e centri del divertimento). "E vedi che fino a qualche mese fa non era così, ci stavano tante persone, mo' è 'nu schif" la contrariata Maria di Bari mi confessa. Ringrazio la comunità barese e me ne vado comunque a guardare questa famosa via, pare che persino i Beatles siano passati di qui.

uno dei tanti locali a luci rosse di St.Pauli

Wow sembra una piccola Broadway a luci rosse, spogliarelliste, dragshow, night club, potrei propormi qua in doppia veste di drag queen e chansonnier... Fortuna arrivo alla piazza dove celebrano i Beatles, faccio una capatina al porto, uno dei più importanti a livello europeo e poi mi dirigo determinato al ristorante Piceno, ho voglia di incontrare i concittadini. L'accoglienza è calorosissima, mi portano da bere, mi fanno suonare, ci raccontiamo di sport, covid e persino del terremoto che ha colpito le aeree dell'ascolano. Sono i figli della vecchia generazione di migranti qui in Amburgo, si sono mescolati con una famiglia di siciliani e adesso gestiscono il famoso Piceno assieme. Sono stravolto da tanta accoglienza e decido di ritirarmi, passo ancora in rassegna tutti i locali e ristoranti aperti, ma senza il mio fedele Capitano mi sento un po' perso, e poi credo di aver svolto a meraviglia la missione che mi ero dato alla mattina. Sono le 22 di sera ho bevuto, ma mangiato pochissimo, mi fiondo in macchina e mi faccio un bel piatto di carne, provo persino a chiamare il numero del Capitano, ma da buon Lupo di Mare... il telefono è staccato. Ho preso la decisione, domani partirò alla volta dei paesi scandinavi, prossima tappa Malmo, Svezia.

P.s. Alla fine io Amburgo ma chi l'ha vista... Buonanotte da St. Pauli dove ho capito le parole di mio padre quando diceva: "Arcordat' che sa la musica un pezz' de pà l'armedi sempre" (Maurizio "Bobo" Paolasini)

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